• di Cristiana Paternò / CinecittàNews

    “Un omaggio ai grandi attori-scrittori italiani, come Vittorio De Sica, Eduardo e Peppino De Filippo. Certi tic, certi baffi, certi modi di muovere la mano… Sono attori che mi hanno insegnato l’amore per questo mestiere e un certo modo di essere italiani, umile e presuntuoso insieme”. Sergio Castellitto è di nuovo protagonista al festival, dopo Questione di punti di vista, con Tris di donne & abiti nuziali di Vincenzo Terracciano, il film di Orizzonti in sala dal 18 settembre con da 01 Distribution. Una commedia amara prodotta da Kubla Khan con Camaleo e Rai Cinema, ambientata a Napoli e costruita su un personaggio di giocatore incallito e sfortunato, un simpatico mascalzone che non sa resistere al demone dell’azzardo anche se continua a perdere imperterrito.

    Franco Campanella, ex impiegato cinquantenne prepensionato, è sposato (con Martina Gedeck, attrice tedesca con cui aveva già recitato in Ricette d’amore) e ha due figli: la ragazza (Raffaella Rea) sta per sposarsi, il maschio (Paolo Briguglia) segue invece le orme paterne anche se forse con miglior fortuna. Dal poker alla roulette, dalla zecchinetta al lotto, tutti i giochi sono buoni per Franco Campanella, che insiste nonostante i debiti e la luce tagliata, i creditori che gli danno la caccia e le solenni promesse a moglie e figli. Impegna tutto, persino la caparra dell’appartamentino dove la figlia dovrebbe trasferirsi appena sposata, persino i soldi del ricevimento. “Questa storia è nata otto anni fa – racconta Terracciano – all’inizio parlava del giocatore, poi è andata ampliandosi alla sua famiglia. Mi interessava raccontare i rapporti e i sentimenti che legano questi personaggi e che non sono dettati dall’istituzione ma dalla comprensione dei difetti dell’altro”.

    Il regista (già autore di diversi film, tra cui Ribelli per caso, e di fiction televisive) toglie ogni alone romantico al protagonista: “E’ un giocatore piccolo borghese, niente a che fare con personaggi maledetti e romantici “. Terracciano aggiunge di sentirsi figlio della tradizione della commedia all’italiana non ridanciana. “Nel mio film c’è sorriso e tragedia, è un grande omaggio a quel cinema”.

    Originale il punto di vista su Napoli: “La differenza principale con la Napoli di Gomorra, raccontata in modo sublime, e che quella è filmata, questa è messa in scena”. Martina Gedeck, felice di tornare a recitare con Castellitto, spiega che il regista ha voluto da lei “un personaggio moderno ma con una qualità ormai rara, l’avere fede, non solo in senso religioso, ma anche umano. E’ una donna che sa essere fiduciosa, affidabile, lei e il marito dipendono l’uno dall’altra. Per interpretarla mi hanno aiutato molto Vincenzo e gli altri attori, in particolare Sergio, che mi ha attirato quasi fisicamente verso questo ruolo”. Quanto all’attore romano è stata Martina a fargli scoprire il suo lato “berlinese”.

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