• veneziasalvaDi Michela Greco by CinecittàNews

    Dalla Venezia del 1600 a quella di oggi, attraverso un affresco letterario, teatrale e quindi cinematografico. È il viaggio nel tempo compiuto da Serena Nono con Venezia Salva, evento speciale alle Giornate degli Autori in cui i codici artistici si mescolano e si esaltano a vicenda a partire dal lavoro della filosofa e scrittrice francese Simone Weil. Il film – nato grazie alla collaborazione con la Casa dell’Ospitalità di Venezia e Mestre, e prodotto da Giano e Rai Cinema – rievoca il tentato sacco di Venezia nel 1618 ad opera della Spagna, alla vigilia della Festa della Sensa. “Ho preso il testo di Weil – ha spiegato la regista – e ho tolto, aggiunto e semplificato, soprattutto in termini di linguaggio. Ho voluto conservare la diversità degli accenti dei tanti attori stranieri e ho ambientato la vicenda nella Venezia di oggi, senza accorgimenti scenografici particolari. Era anche un modo per dire che oggi in Italia ci sono tanti immigrati, e che rappresentano una bellezza da cogliere”.
    Nel film di Serena Nono, infatti, è proprio la bellezza a risolvere il conflitto, e far desistere il congiurato dalle sue intenzioni distruttive: “È pronto ad annientare la Serenissima per annetterla alla Spagna – dice la regista – ma rinuncia in nome della bellezza, estetica e sociale, che gli impedisce di perseguire la violenza”. Interpretato, tra gli altri, da David Riondino (il Segretario del Consiglio dei Dieci, unico attore professionista del cast) Nicola Golea (il congiurato Jaffier) e Roxana Kenjeeva (Violetta), Venezia salva approccia “un tema millenario e perciò sempre attuale: se riusciamo a confrontarci con la realtà possiamo rinunciare al sogno di potere e salvare la bellezza, anche delle relazioni”. Nel film la Serenissima appare come congelata in raffinati tableau vivant, con “il taglio delle scene e delle inquadrature che rimandano alla pittura del ‘600″, conferma la Nono. Ed è stato girato in un tempo ridotto – quattro settimane di set dopo un anno e mezzo di preparazione – “lavorando in set importantissimi come Palazzo Ducale nelle ore di chiusura, quindi in grande velocità”.

    In questo film, ha sottolineato la Nono, “la fissità delle immagini e la teatralità povera del recitato cercano di rispettare le indicazioni di regia e il pensiero di Simone Weil. La struttura del film è in tre atti e il tormento è interiore, non nell’azione. La sfida era rappresentare la non azione con non attori, con persone che parlano lingue diverse, che vivono il margine e lo sradicamento, in modo da ottenere una spiazzante dissonanza di accenti”. Venezia salva ha vinto il Premio alla Creatività d’Autore della Siae.

    Guarda la clip del film su Rai Cinema Channel>>

    Consulta la scheda di presentazione del film

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